Lo chiamavano Gakutensoku

Pubblicato: 24 maggio 2016 in archeo automi
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Il Giappone è sicuramente la patria dei robot; e non tanto per Mazinga, Goldrake, Atlas, Tekkaman, Jeeg, Gundam e le altre decine di anime robot. Il Giappone è stato il precursore dell’industria robotica, ed è ad oggi il paese con il più alto volume di produzione di robot industriali. Questi primati si devono probabilmente a fattori culturali:e sociologici; di fatto i giapponesi sono notevolmente più aperti alle tecnologie e all’idea di un mondo misto umani e robot. Al punto che sono anche all’avanguardia nello sviluppo di robot umanoidi; primo tra tutti Asimo, e poi i sorprendenti Otonaroid, Kodomorid e Telenoid. 

Prima di tutti loro però, c’è stato Gakutensoku

Apprendere dalle leggi della natura – questa è la traduzione di Gakutensoku (學天則) il primo robot umanoide giapponese.

Gakutensoku

Gakutensoku è stato costruito nel 1928 ad Osaka, dal biologo e botanico Makoto Nishimura (sulla sinistra nella foto).

È un robot dal forte connotato estetico, dai lineamenti curati, un robot umanoide che per Nishimura doveva opporsi alla visione del robot schiavo dell’industria.

gakutensoku-faces

Gakutensoku era dotato di molle, ruote dentate e sistemi idraulici che gli permettevano di assumere diverse espressioni facciali; muovere testa, tronco e mani, muovere gli occhi, sorridere, gonfiare le guance ed il petto e scrivere. Ha infatti la penna in una mano ed una lampada nell’altra; e quando quest’ultima si accendeva, Gakutensoku cominciava a scrivere (stranamente in cinese).

Da allora sono stati fatti notevoli passi in avanti se consideriamo androidi come Otonaroid (qui sotto)

Credits: National Museum of Emerging Science and Innovation (Miraikan)

Credits: National Museum of Emerging Science and Innovation (Miraikan)

Ottanta anni fa Nishimura ha visto quello che noi vediamo in corso di realizzazione oggi; è stato quindi il precursore di una idea di robotica integrata con il genere umano.

Qui il video della replica di Gakutensoku che si trova al museo della scienza di Osaka; un colosso di oltre tre metri dal costo di $200.000.

E già che ci siamo mettiamo a confronto Gakutensoku con Kodomoroid e Otanaroid

 

[adriano parracciani aka CyberParra]

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