Archivio per maggio, 2014

SamuelButlerLe macchine possono, entro certi limiti, produrre macchine di qualsiasi tipo, per quanto diverse da esse. Ogni specie di macchina
avrà probabilmente i suoi riproduttori meccanici speciali, e quelle più complesse dovranno la loro esistenza a molti genitori invece che a un solo padre e a una sola madre.

Questa parole di Samuel Butler, scrittore inglese di epoca vittoriana (1835 – 1902) mi fanno venire in mente due cose della nostra modernità:

le Stampanti 3D ed il movimento dei Makers; non pare anche a voi?

Ci sono altre cose interessanti nelle dissertazioni di Butler in merito alle macchine, ad esempio questa

È indubbio che se una macchina è capace di riprodurne sistematicamente un’altra, si può dire che essa possiede un sistema riproduttivo.

Avevate mai pensato ad una Stampante 3D come ad un sistema fecondo? Niente male come definizione.

Ma le macchine che producono macchine, non producono macchine della loro stessa specie. Un ditale è fatto da una macchina, ma non è, e non sarà mai fatto da un ditale

E qui Butler si sbagliava. Già perché una stampante 3D è in grado di auto-replicarsi quasi completamente, stampando buona parte dei pezzi che servono per creare una replica. È lo scopo del progetto RepRap Replicating Rapid Prototyper, progetto che nasce nel 2005 con lo l’obiettivo di sviluppare una stampante 3D open source che sia in grado di creare il maggior numeri dei suoi stessi componenti.

Il 29 maggio del 2008, Butler avrebbe detto: oggi una macchina ha prodotto una macchina della stessa specie. Nella foto Adrian e Vik mostrano (sulla destra) la prima stampante 3D RepRap realizzata da una RepRap (sulla sinistra).

fonte: blog.reprap.org

fonte: blog.reprap.org

 

RepRap Darwin

RepRap Darwin

Nel 1872 Butler pubblica Erewhon, un romanzo fantastico e fortemente satirico nei confronti dei costumi vittoriani. Il titolo è l’anagramma di nowhere ossia in nessun luogo, come a voler sottolineare una narrazione utopica. Una parte interessante del romanzo sono i capitoli indicati il libro delle macchine.

Qui Butler  prevede non solo una rapida evoluzione tecnologica ma tratta con una notevole preveggenza gli aspetti legato al rapporto uomo-macchina, arrivando a concepire concetto di fecondità e di coscienza meccanica. Gli erewhoniani hanno distrutto tutte le macchine per paura di diventarne schiavi ma la loro società non è assolutamente migliorata, non è ne più libera ne più felice,  anzi è regredita peggio di quanto poteva avvenire con le macchine. Ed alla fine il personaggio principale, Higgs,  fuggirà da Erewhon su un pallone aereostatico, ossia una macchina. Chiaro no?

PS: se le avesse immaginate, credo che Butler avrebbe fatto costruire il mezzo di fuga per Higgs da una stampante 3D

[adriano parracciani aka CyberParra]

[End Of File - 110111]

 

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