Archivio per settembre, 2011

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Ada Lovelace Day è un evento internazionale che si propone di evidenziare e di promuovere le donne che si distinguono nei settori della Scienza, della Tecnologia, dell’Ingegneria e della Matematica (STEM è l’acronimo inglese).

L’idea venne alla psicologa Penelope Lockwood che in uno studio del 2006 rilevò come per le donne sia determinante (più degli uomini pare) avere modelli di riferimento femminili nei vari ruoli sociali, ed in particolare in quelli generalmente ad appannaggio degli uomini, come ad esempio i settori scietifico-tecnologici. E quindi diffondere le conquiste ed i successi delle donne nei settori STEM è di ispirazione per altre donne e le aiuta a superare le barriere culturali e sociali.

La domanda è: perchè questo evento è intitolato ad Ada Lovelace? Chi era costei?

La risposta secca è: Ada è un’archeogeek, anche perchè altrimenti non saremmo qui a parlarne. Grande matematica, Ada Lovelace è stata definita la prima programmatrice della storia.

Ma andiamo con ordine. La donna di cui stiamo parlando è Ada Augusta Byron, nata a Londra nel 1815 ed unica figlia del poeta romantico Lord Byron.

Il matrimonio tra l’ereditiera Annabella Milbanke, madre di Ada, ed il libertino poeta fallì quasi subito, e Ada non conobbe mai il padre che morì quando lei aveva nove anni.

Annabella Milbanke che era una discreta matematica, (Byron la chiamava la sua “Principessa del Parallelogrammo“) fece di tutto per evitare che la figlia Ada seguisse le orme del padre dedicandosi alla poesia; così dopo un’infanzia piena di malanni, la spinse verso lo studio della matematica e delle scienze. Il risultato fu duplice: Ada divenne un’eccelsa matematica e grazie a questo ebbe poi modo di conoscere e di collaborare con Charles Babbage il grande visionario che per primo concepì l’idea di un calcolatore programmabile. Di lui parleremo ancora, ovviamente.

L’incontro tra Ada Byron e Charles Babbage è di quelli che  segnano la Storia: si conobbero ad una festa di corte nel 1833 quando lei aveva appena 17 anni. Lui ne aveva 42 e parlava, incompreso da tutti, della sua visione tecnologica. Qualche tempo dopo Ada e la madre fecero una visita allo studio di Babbage  dov’era in funzione la sua Macchina Differenziale. Ada ne rimase affascinata e Charles, invece, rimase colpito da quella giovane che sembrava l’unica persona al mondo in grado di capire il suo lavoro.

le avventure di Lovelace e Babbage

[un divertente fumetto sulla vita di Ada Lovelace Byron e Babbage]

Babbage è stato più di un semplice scienziato: matematico, filosofo, ingegnere ed inventore, insomma un visionario con capacità transdisciplinari, di quelli che ogni tanto spuntano sulla scena della Storia. A partire dal 1823 Babbage ideò una macchina troppo in anticipo per i sui tempi, e per tutto il resto della sua vita cercò inutilmente di realizzarla. Era la Macchina Analitica, ossia il concept degli attuali computer; infatti prevedeva un Mulino (processore), un Magazzino (memoria) ed le Schede Perforate usate nei telai (sistema di input dei dati). Queste tre cose erano gli elementi che avrebbero permesso ad una macchina di eseguire operazioni programmate attraverso un algoritmo, quello che oggi chiamiamo software.

Macchina Analitica di Charles Babbage

Quando Ada Byron, che nel frattempo si era sposata ed aveva acquisito il titolo di contessa di Lovelace, iniziò a corrispondere con Babbage rimase affascinata dalle sue teorie a soprattutto dalla Macchina Analitica che studiò con profondo interesse. Babbage comprese le grandi capacità intellettuali e divulgative di Ada al punto di chiamarla l’incantatrice dei numeri.  Ada divenne la persona più a conoscenza del lavoro di Babbage e della Macchina Analitica.

Adesso l’incantatrice dei numeri  sta per diventare la prima programmatrice della storia

Nel 1842 Babbage si recò all’Università di Torino invitato a parlare della sua Macchina Analitca. Luigi Menabrea, un giovane matematico italiano che diventerà primo ministro del regno, fu incaricato di scrivere degli appunti sull’intervento di Babbage. Ada ricevette lo scritto di Menabrea sulla Macchina Analitica per essere tradotto in inglese e ne informò Babbage. Lui trovò strano che Ada traducesse un articolo di altri su un tema che avrebbe potuto benissimo trattare direttamente e con maggiore competenza; e quindi le suggerì di aggiungere delle note a margine della traduzione.

Le note di Ada furono molto più lunghe ed esaustive dell’intero scritto di Menabrea (trovate tutto in questa pagina). Nell’ultima nota, la G, Ada descrive un algoritmo per calcolare i numeri di Bernoulli sulla Macchina Analitca. Questo è considerato il primo algoritmo pensato per essere utilizzato in una macchina da calcolo (ancora inesistente) e quindi, in sintesi, il primo programma di un computer

algoritmo per i numeri di Bernoulli

Dalle note risulta chiaro che forse più dello stesso Babbage, Ada intuì e preconizzò una macchina che da Calcolatore diventa Elaboratore.

la macchina potrebbe agire su altre cose oltre il numero … il motore potrebbe comporre pezzi elaborati di musica di qualsiasi grado di complessità…

In queste sue parole Ada esplicita, probabilmente per la prima volta nella storia, l’idea di una macchina in grado di manipolare simboli e di elaborare dati che non siano solo semplici quantità numeriche (quella che poì sarà la Macchina di Turing).

Ada Byron Lovelace morì nel 1852 a soli 37 anni per un cancro uterino e per sua volontà venne sepolta a fianco del padre che non conobbe mai.

Nel 1980 il mondo dell’informatica le riconobbe formalmente i suoi meriti chiamando ADA un linguaggio di programmazione “general purpose” ancora in uso.

Il progetto fu finanziato dal  Dipartimento di Difesa Americano (DoD) che lo classificò con il nome MIL-STD-1815 in cui le ultime cifre si riferiscono all’anno di nascita di Ada Byron Lovelace.

Non sarebbe affatto male se le ragazze prendessero Ada come modello di riferimento, voi che dite?

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per tutti il compasso è lo strumento principe della geometria, il meccasimo che ci permette di tracciare la figura più perfetta e più irrazionale del nostro mondo: il cerchio.

Compasso e Squadra sono la coppia imprescindibile di strumenti in grado di  realizzare tutte le figure geometriche e di misurare lo spazio, ma anche in tempo.

squadra –> spazio

compasso –> tempo

La geometria è la misura delle terra, delle cose che ci circondano, dell’universo, è la base di altre scienze come la geografia, l’astronomia, la meccanica, la balistica.

“Nessuno ignaro della geometria entri sotto il mio tetto”

ammoniva Platone a chi voleva entrare nella sua accademia.

Ma il compasso non è solo un tracciatore di cerchi, è un meccanismo che dalla geometria produce matematica ed è stato utilizzato a partire dal Rinascimento come strumento di calcolo: insomma un vero computer

Ci furono molti tentativi per realizzare una tecnologia che aiutasse nella elaborazione di calcoli matematici e geometrici, e la risposta fu il compasso di propozione come quello concepito da Galileo Galilei

Lo scienziato  pisano è più conosciuto per il suo cannocciale, ma ben prima nel 1597 ideò il compasso geometrico e militare, che descrisse con dettaglio nel 1606 nel libro Le operazioni del compasso geometrico e militare, prodotto in 60 copie e venduto privatamente accoppiato ad altrettante copie del suo compasso-calcolatore.

Tramite le sette linee proporzionali tracciate sulle gambe e le quattro scale segnate sul quadrante, si potevano effettuare oltre 40 operazioni aritmetiche e geometriche: estrarre radici quadrate e cubiche, calcolare gli interessi, calcolare aree e volumi, dividere segmenti, calcolare il cambio delle monete, e con il filo a piombo si potevano effettuare tutta una serie di misurazioni astronomiche.

Il principio di funzionamento si basa sul concetto di proporzione: ricordate il teorema di Talete? Le similitudini? Insomma quella roba lì. 

AA’:BB’=OA:OB=OA’:OB’

 Aprendo il compasso con qualsiasi angolo, le distanze trasversali fra coppie di punti (AA’:BB’) sono proporzionali (=) alle distanze tra i punti e l’origine (OA:OB=OA’:OB’).

Quindi il compasso di Galileo è da considerarsi un vero computer del Rinascimento, epoca bisognosa di calcoli veloci e complessi sia per le operazioni militari sia per la realizzazione di  opere monumentali e d’ingeneria.

«Colui che volse il sesto / allo stremo del mondo, e dentro ad esso / distinse tanto occulto e manifesto».

Sesto è sinonimo di compasso (da cui sestante) e Dante in questo passo (compasso?) della Divina Commedia ci porta nella funzione/visione esoterica del compasso, con tutta la sua simbologia che richiama l’armonia, l’uomo, la perfezione, l’ordine, e soprattutto la conoscenza trascendente.

Perchè sesto? L’apertura del compasso è un sesto (1/6) della circonferenza che descrive, e per gli antichi muratori questo rappresentava appunto l’armonia, da cui i termini “mettere in sesto” ed i suoi contrari “dissesto

Per questo compasso e squadra sono i simboli della massoneria, l’ordine iniziatico che ha per scopo il perfezionamento dell’individuo. Strumenti e simboli degli antichi muratori e carpentieri, a quanto pare custodi di sapienza e conoscenze segrete di costruzione.

Un filone misterico ed esoterico che va dal mitico Hiram, costruttore del tempio di Salomone, a Imhotep costruttore delle piramidi, ai costruttori delle cattedrali gotiche, fino agli architetti costruttori della capitale americana: Washington.

Com-passo deriva da fare le cose con misura (passo) e per gli antichi muratori questo significava farle nel rispetto di regole armoniche e quindi di ricerca delle perfezione.

La cosa che mi ha sempre affascinato è il legame tra la perfezione e l’irrazionalità. Già perché il compasso traccia il cerchio simbolo di perfezione, ma il cerchio esiste solo grazie al numero irrazionale pi-greco.

Quindi la perfezione non è razionale: o no?

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