Archivio per gennaio, 2014

Credit: Hulton Archive/Getty Images

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Leon Battista Alberti incise un disco?

No, se è questa la domanda che vi sorge spontanea. Il suo disco non è ne un vinile ne un CD. Di che disco si tratta allora? Leon Battista Alberti si ricorda, sicuramente, come grande architetto, per una serie di progetti e rifacimenti di palazzi importati, come Palazzo Venezia a Roma, Santa Maria Novella a Firenze, e poi progetti a Ferrara, Mantova, Rimini. Non solo grande architetto però: anche scrittore, archeologo, musicista matematico, insomma uno degli uomini più poliedrici del Rinascimento. E devo aggiungere la cosa per cui ne parlo qui: fu anche un grande crittologo Un giorno passeggiava con un suo amico che era anche segretario papale; l’amico, tal Leonardo Dato, gli disse:

“…alcune volte ci sono portate lettere intercette dalle spie, scritte in cifra, che non sono da farsene beffe”.

Il Vaticano aveva bisogno di approfondire il tema crittografia per cifrare i propri messaggi e decifrare di quelli di altri. Il Papa affidò lo studio a Leon Battista Alberti che in un anno scrisse De Componendis Cifris primo trattato in assoluto di crittografia, materia di cui divenne tra i principali fondatori. Nel saggio, Leon Battista Alberti fa, per la prima volta, una vera analisi statistica della lingua, analizzando l’uso delle vocali e delle consonanti e la frequenza delle lettere delle parole. Il suo è un approccio totalmente scientifico, in aperto contrasto con  alcuni dei sistemi di cifratura dell’epoca che lui definisce sciocchi, tra cui scrivere con il latte. Da questa analisi riesce a capire le inefficienze dei sistemi cifranti e come renderli meno vulnerabili e definisce un metodo di cifratura polialfabetica.

Ed il suo metodo di cifratura  richiede un dispositivo meccanico:  crea quindi il Disco Cifrante, ritenuta la prima macchina cifrante della storia

Alberti_cipher_disk

Due dischi di rame di differenti diametri in modo che uno possa circondare l’altro; ambedue sono infilati in un perno in modo che siano liberi di ruotare indipendentemente. Sulla circonferenza dei dischi sono tracciati gli alfabeti così che ruotando un disco  rispetto ad un altro di possono far corrispondere lettere diverse.

Il disco esterno rappresenta le lettere in chiaro; quello interno la lettera in cifra. Si deve semplicemente definire la posizione iniziale o chiave: ad esempio come in figura, la chiave è A/g. Volendo cifrare la parola CIAO si fanno ruotare i dischi fini a che la lettera A corrisponda con la g; poi si cerca la corrispondenza delle lettere sul disco esterno con quelle sul disco interno: C>l – I>v – A>g – O>o Quindi CIAO diventa il crittogramma  lvgo

Questa è una cifratura per sostituzione nota come cifratura Cesare, perchè molto utilizzata da Giulio Cesare. E quindi il disco cifrante è uno scambiatore in cui ogni lettera del testo in chiaro è rimpiazzata da una lettera in cifra. Si tratta però di una cifratura mono alfabetica facilmente decifrabile. Alberti invece suggeri una cifratura polialfabetica da ottenere semplicemente modificando l’assetto dei dischi durante la fase di cifratura. Introdusse quindi l’idea di una chiave a più lettere che funziona in questo modo.

testo in chiaro =  CIAO

chiave =  rito

  • si predispone sui dischi l’assetto A/r  e si legge la cifra corrispondente alla C
  • si predispone sui dischi l’assetto A/i e si legge la cifra corrispondente alla I
  • si predispone sui dischi l’assetto A/t e si legge la cifra corrispondente alla A
  • si predispone sui dischi l’assetto A/o e si legge la cifra corrispondente alla O

Alberti introdusse quindi un metodo ed un meccanismo di cifratura meccanico, il disco cifrante. Mittente e Destinatario devono avere ognuno un disco cifrante e convenire sulla chiave utilizzata in modo che il destinatario possa decifrare correttamente il messaggio del Mittente. Il mezzo meccanico permette di svolgere la cifratura e la decifratura in modo semplice e veloce sensa la necessità di terzi.

“… io giudico, e a ragione, che questa si fatta cifra sia cosa da Re, della quale senza aver ad aspettare un segretario che la decifri, esso Re possa con pochissima fatica comodissimamente servirsene…”

cipher_disk_1862 Il disco cifrante di Leon Battista Alberti, nonostante la sua semplicità è stato in uso per oltre cinquecento anni.

Di lato un disco cifrante del 1862  usato durante la Guerra Civile Americana dall’esercito confederato

Bisognerà attendere il 1918 per mandare in pensione il Disco Cifrante. In quella data il  tedesco Arthur Scherbius inventò Enigma la temibile macchina crittografica che poi sara utilizzata dai Nazisti nel corso della seconda guerra mondiale

Enigma altro non è che la versione elettromeccanica ed evoluta del Disco Cifrante di Leon Battista Alberti

[adriano parracciani aka CyberParra]

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