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Ricordate il modem di Enea il Tattico ?

Aveva come grande limitazione quella di poter trasmettere solo un piccolo set di messaggi prestabiliti e concordati precedentemente tra sorgente e destinatario.

Ci pensò Polibio storico e politico greco del III sec a.C. a trovare la soluzione ideando un sistema per trasmettere qualsiasi tipo di messaggio. Polibio capì che le torce utilizzate nel sistema di Enea il Tattico potevano essere utilizzate per trasmettere sia i segnali di sincronismo sia l’informazione vera e propria. Creò un codice fatto da una tabella di 5 righe x 5 colonne che  conteneva 25 lettere dell’alfabeto.

Il sistema di trasmissione si basava sulle torce sollevate dalle due mani di  un uomo. Alla mano sinistra erano associate le righe ad alla destra le colonne. Per trasmettere la lettera B (codificata in 12) l’uomo sollevava una torcia nella mano sinistra e due torce nella mano destra. Chi si volesse divertire a codificare e decodificare con la scacchiera di Polibio clicchi QUI

Il telegrafo a fiaccole di Polibio è stato tra i sistemi di telecomunicazioni più utilizzato nella storia almeno fino quasi al XVIII secolo. I Romani realizzarono questo sistema di trasmissione impiantandolo sulle torri di segnalazione lungo le consolari e le strade costiere. Ai tempi di Giulio Cesare un messaggio così trasmesso da Roma impiegava appena un giorno per raggiungere la Gallia.

Nel periodo imperiale i Romani crearono una vera e propria RETE di Torri di Segnalazione, un’anticipazione delle attuali reti mobili, che partiva da Roma e seguendo la costa arrivava in Francia, proseguiva per la Spagna, raggiungeva le coste africane, l’Egitto, fino all’attuale medio oriente. Oggi diremo una copertura di 1500 città e villaggi per oltre 12.000 Km. Per giungere dall’altra parte del mediterraneo il messaggio impiegava due giorni.

Sul fumetto di pietra della Colonna Traiana è illustrato il sistema della Rete Mobile dei Romani

Nel 1588, al largo delle coste di Plymouth venne avvistata l’Armata Spagnola. Londra distava 300 Km e la notizia arrivò dopo 20 minuti, trasmessa attraverso le fiaccole da una catena di Torri distanti 12 Km una dall’altra.

Le fiaccole sulle Torri rimasero in uso fino alla Rivoluzione Francese, quando l’inventore Claude Chappe escogitò quello che venne chiamato, per la prima volta nella storia, telegrafo (scrittore a distanza).

Chappe era sempre stato affascinato dall’idea di poter comunicare a distanza con i suoi conoscenti e fece svariate ricerche e tentativi prima di arrivare al suo definitivo telegrafo semaforico che presentò all’Assemblea Legislativa nel 1792.

Chappe concepì  un solido complesso meccanico costituito da tre elementi mobili, due lunghi bracci ed una traversa, in grado di assumere fino a 196 diverse posizioni da associare ad altrettanti simboli tra trasmettere.

Anche grazie all’aiuto dei nuovi cannocchiali, aveva compreso che ad una certa distanza era più semplice interpretare delle posizioni, o delle forme rispetto a delle quantità di oggetti.

Le antiche Reti erano Mobili nel vero senso della parola 🙂

Il semaforo (portatore di simboli) di Chappe, come era anche chiamato, ebbe immediato successo e nell’anno successivo si installò la prima rete di 22 stazioni da Lilla a Parigi a coprire circa 240 Km.

Sulle Torri erano installati i semafori di Chappe e un telescopio per leggere il messaggio, tenendo conto che la distanze medie tra le torri erano di 15 Km.

Ogni operatori di una torre leggeva il messaggio e lo ritrasmetteva alla torre successiva. In questo modo una comunicazione da Lilla a Parigi impiegava pochi minuti contro le decine di ore di un corriere a cavallo.

Chappe sperava che la sua idea lo facesse diventare ricco ed invece si ammalò di depressione fino al suicidio per l’arrivo di altri spregiudicati inventori che reclamavano la primogenitura e sistemi migliori.

Anche il suo telegrafo ottico non ebbe lunga vita: stava esplodendo l’era dell’elettricità e nel 1840 Samuel Morse ideò il primo telegrafo elettrico. Fine dei giochi per l’invenzione di Chappe.

Ciononostante, in questo breve arco di tempo, il Telegrafo Ottico di Chappe ebbe il suo periodo di gloria grazie a Napoleone Bonaparte.  Da grande stratega qual era, il Corso imperatore dei francesi comprese immediatamente l’importanza di un tale sistema di comunicazione e lo fece diffondere in quella che è stata una delle prime Reti di Telecomunicazioni della storia.

Rete Chappe

Prima di essere soppiantata dall’elettricità, la rete semaforica di  Chappe si diramo per tutta la Francia, e poi nel  Belgio, Olanda e Italia.

Comunque, le Torri sono sempre lì a fare il loro mestiere: i telecomunicari infatti, usano ancora parlare delle torri riferendosi al sistema di antenne dell’attuale rete cellulare GSM/UMTS.

Guardate questa immagine: non vi pare che passato – presente e futuro si assomiglino?


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Nei precedenti file abbiamo iniziato a scavare nel tecnopassato, portando alla luce alcuni antichi sistemi di calcolo e alcuni antichi sistemi memorizzazione. C’è un terzo fondamentale aspetto che si deve iniziare ad esplorare ed è quello dei sistemi di trasmissione

Calcolare – Memorizzare – Trasmettere

La comunicazione delle informazioni è molto di più di una semplice esigenza: è una parte del nostro essere e di tutto quello che ci circonda. Dal micro delle nostre cellule al macro degli ammassi stellari, tutto comunica a distanza, tutto TELECOMUNICA.

Dalla notte dei tempi ai nostri giorni, per trasmettere un’informazione serve: una sorgente, un destinatario, un sistema di trasmissione ed un linguaggio convenuto, quello che nel gergo dei telematici si chiama protocollo di comunicazione.

telegrafo ottico di Enea il Tattico

 

Viaggiando nel tecnopassato dei sistemi di trasmissione, intorno al IV secolo  a.C. si incontra Enea il tattico, un greco particolarmente geniale, esperto militare,  scienziato e crittografo, ritenuto l’inventore di uno dei primi sistemi di telecomunicazione: il telegrafo ottico ad acqua.

Nell’immagine si può vedere un modellino conservato al Museo Storico delle Comunicazioni (http://www.bibliocomunicazioni.it/museo/telegrafo_tattico.html)

sistema di trasmissione – Un’asta di legno con impressi dei simboli convenzionali, galleggia su una base di sughero all’interno di un vaso pieno d’acqua. Da un foro nella parte inferiore del vaso si fa defluire l’acqua fino, la base di sughero scende e con essa l’asta. Quando il simbolo desiderato raggiunge il bordo del vaso si chiude in rubinetto.

protocollo di comunicazione – la sorgente ed il destinatario del messaggio avevano lo stesso sistema di segnalazione. Quando la sorgente voleva inviare una comunicazione, segnalava con una torcia inizio-messaggio . Il destinatario confermava sempre con la torcia di aver ricevuto, e quel punto tutti e due aprivano il rubinetto così che l’acqua dei dei vasi defluisse praticamente in sincrono.

Se, ad esempio, il sorgente voleva trasmettere “attacco di cavalleria“, aspettava che l’asta scendesse fino al simbolo associato a quella informazione e poi con la torcia segnalava il fine-messaggio; il destinatario allora chiudeva il rubinetto e leggeva il simbolo in corrispondenza del bordo.

Ovviamente i simboli dovevano far parte di un linguaggio condiviso.

In questo primo esempio di telegrafo ottico, in realtà vengono trasmessi solo i segnali di inizio e fine messaggio e non il vero contenuto informativo che viene ricostruito, desunto a distanza. Enea il Tattico sfruttò una delle più importanti tecnologie per la misurazione del tempo come motore per il suo telegrafo: la clessidra ad acqua, a cui aggiunse l’asta segnata di simboli come sistema informativo.  Poi utilizzò la luce delle torce, che come direbbero gli esperti di telecomunicazioni fungeva da sistema di sincronismo del messaggio.

In sintesi potremmo definirlo il modem di Enea il Tattico

 

Poste Frencesi 1964

Questo francobollo delle Poste Francesi del 1964 rende omaggio al telegrafo ottico di Enea il Tattico. Una grande intuizione che però, aveva anche una grande limitazione: quella di poter trasmettere solo un piccolo set di messaggi prestabiliti e concordati precedentemente tra sorgente e destinatario.

Il problema sarà risolto circa 150 anni dopo da Polibio, ma di questo ne parleremo in un prossimo file.

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