Posts contrassegnato dai tag ‘robot’

I Robot del 2000

Pubblicato: 10 ottobre 2015 in archeo automi, File
Tag:, ,

Siamo nel 1899; all’artista francese Jean-Marc Côté vengono commissionate delle cartoline illustrate da mettere nei pacchetti di sigarette. Il tema da rappresentare è: “la vita negli anni 2000″

Me lo immagino nel suo studio a pensare:

uhmm, come si vivrà tra 100 anni? Che tecnologie avranno? Come puliranno la casa, come lavoreranno i campi, come costruiranno le case, come studieranno.

È probabile che Jean-Marc Côté sia stato influenzato dal suo connazionale Jules Verne, o forse era visionario di suo, o entrambe le cose. Sta di fatto che la sua visione futurista lo portò ad illustrare gli anni 2000 pieni di robots. Ovviamente è una visione che risente delle conoscenze tecnologiche dell’epoca, e del fatto che proprio in quel periodo si stava affermando e sviluppando la distribuzione dell’energia elettrica, la telegrafia e le telecomunicazioni. Infatti, le cartoline futuriste di Jean-Marc sono piene di meccanica, elettricità e fili. Al WiFi non aveva pensato, nonostante i primi esperimenti di radiotelegrafia avessero già avuto successo.

Vi propongo alcune delle sue bellissime illustrazioni futuriste dal titolo EN L’AN 2000, accompagnate da immagini attuali, tanto per vedere se e come Jean-Marc Côté sia stato preveggente.


Agricoltura

contadino

Qui sotto Wall-Ye robot potatore

wall-ye


Pulizia della casa

pulitore

Qui sotto il robot Roomba che pulisce pavimenti e tappeti

irobot-roomba


Barbiere

babrbiere

Qui sotto il robot MUAGV

MAUGV


Edilizia

costruttore

Qui sotto la mega stampante 3D WASP di 12 metri

BigWASP


Sartoria

sarto

qui sotto Fits-me il manichino robotico

fit-me


Le cartoline di Jean-Marc Côté sono descritte, analizzate, e commentate, una per una, nel libro: Futuredays: A Nineteenth Century Vision of the Year 2000, scritto dal grande Isaac Asimov, che acquistò le cartoline nel 1985.

Provate un po’ a mettervi nei panni di Jean-Marc Côté ed immaginare la vita nel 2115.

Fatemi sapere

[adriano parracciani aka CyberParra]

[End Of File - 111101]

TelevoxPronto, Herbert? Accendi la caldaia per favore, appena arrivo voglio fare un bagno caldo

Niente di strano, sembra una banalissima telefonata; però bisogna tener conto che

1- Herbert è un Robot

2 – Herbert è stato costruito nel 1927

Herbert Televox è stato il primo Robot costruito per la Westinghouse da Roy Wensley. Herbert era in grado di rispondere al telefono alzando la cornetta, e di compiere semplici operazioni sulla base dei segnali che riceveva.

Ok, ho un po’ esagerato; non si poteva parlare con Herbert nel modo convenzionale, ma inviandogli delle note attraverso dei fischietti tarati su diverse frequenze; e lui rispondeva con ronzii e grugniti elettrici

L’orecchio di Herbert era in realtà un microfono molto sensibile che catturava i segnali sonori e li trasmetteva ai circuiti degli attuatori.

Ognuno di questi circuiti era tarato sulla stessa frequenza di un fischietto. Quando dal microfono/orecchio arrivava una delle frequenze dei fischietti, il relativo circuito entrava in risonanza, ed attivava il corrispettivo motore / attuatore. A quel punto Herbert rispondeva con uno specifico grugnito per dire al suo interlocutore che l’azione era stata eseguita

Quindi si poteva telefonare ad Herbert e telecomandargli  delle azioni con i fischietti:

fiuuu > accendere la caldaia

fiiiii >  spegnere le luci

Il Televox era un automa elettro-meccanico ricoperto da un corpo umanoide fatto in cartone, con due lampadine (rossa e verde) per occhi: Herbert.

Mr Herbert Televox (è cosi che era chiamato) è stato la prima macchina robotica in grado di rispondere al telefono, comprendere un linguaggio sonoro ed agire di conseguenza. Un Robot anni ’30 telecomandato da suoni; niente male

MrTelevox2

Nelle versioni più evolute Mr Herbert fu equipaggiato con un disco a 78 giri dove erano registrate risposte ad alcune semplici domande. Ad esempio, si poteva chiedere a Herbert quale fosse il suo libro preferito e lui avrebbe risposto:  Is the sex necessary

[adriano parracciani aka CyberParra]

Leggi anche: I Robot di PascarellaAnatra o GastroBot?

[End Of File - 110100]

In una conferenza tenuta a Roma nel 1885  il poeta romano Cesare Pascarella parlò di un tema che poi pubblicò nella prosa dal titolo Il Manichino:

Verrà un giorno in cui i manichini si agiteranno a chiedere diritti e guarantigie, a vociare discorsi e a unirsi in falange compatta e ordinata per soverchiare le prepotenti forze degli umani. In quel giorno il pittore sarà costretto dal suo manichino a posargli da modello. Forse allora i manichini invaderanno i pubblici uffici, le università, il parlamento, il senato, la reggia; e andranno a scacciare dalle cattedre delle Accademie di belle arti i professori, per diventare professori a loro volta

In questa visione, Pascarella vede oggetti inanimati come dei manichini trasformarsi in automi in grado di agire autonomamente, anticipando così gli operai artificiali dello scrittore Karel Capek che nel suo dramma RUR del 1921 chiamerà robot, parola mai usata prima (robot dal ceco robota = lavoro).

Non so se i professori si sentano minacciati dai manichini, comunque sappiano che oggi hanno un valido assistente dal nome di  RoboThespian

RoboThespian è una attore robotico umanoide, come a ricordarci che il teatro è stato tra i primi fenomeni artistici ad introdurre automi e automazione. RoboThespian è il primo robot progettato ed utilizzato in via sperimentale per dare lezioni di scienze agli studenti israeliani.


Caro Cesare Pascarella, ti presento RoboThesian, i tuoi manichini come vedi stanno per arrivare 🙂

[adriano parracciani aka cyberparra]

[End Of File - 101000]