Pixel per Colossus

Pubblicato: 5 marzo 2012 in archeo CPU, File
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Ho acquistato 100 pixel per sponsorizzare una valvola di Colossus.

Sento già la domanda: 100 pixel?  Già, pixel! Si tratta dell’iniziativa del The National Museum of Computing che cerca fondi per far rivivere il progenitore dei computer. Le donazioni partono da 10£ (sterline) a crescere e danno diritto ad avere una porzione di immagine (in pixel) di una scheda elettronica, dove poter mettere  il proprio nome, logo o foto, visibile a seconda dello spazio acquistato.

Colossus è stato il primo calcolatore programmabile elettronico della storia.

Il Colossus Mark I fu costruito nel 1943 a Dollis Hill quartiere a nord-ovest di Londra e quindi portato a Bletchley Park, il luogo dove segretamente gli alleati combatterono una particolare guerra contro il nazismo: quella dei codici cifrati.

A Bletchley tutte le menti più geniali della matematica e della tecnologia lavorarono per decodificare le comunicazioni germaniche.

Fra tutti Alan Turing che con le sue “Bombe” elettromeccaniche sconfisse Enigma, la codificatrice nazista utilizzata soprattutto dalla marina tedesca.

Tommy Flowers

Colossus fu il passo successivo; ideato dal matematico Max H. A. Newman e costruito da Tommy Flowers, ingegnere del Post Office di Dollis Hill.

Fu grazie al genio di Max Newman ed alla intuizione e competenza elettronica di Tommy Flowers che le bombe di Turing diventarono una macchina elettronica programmabile (la prima) fatta di ben 1500 valvole.

Un vero colosso che sarà utilizzato con successo contro la codificatrice Lorenz SZ4, una telescrivente commissionata alla Lorenz dall’Alto Comando Tedesco per poter inviare comunicazioni segrete via radio.

Grazie al Colossus, il tempo per la decodifica dei messaggi cifrati dalla telescrivente Lorenz si ridusse da settimane ad ore. Questo permise ad Eisenhover di avere informazioni vitali prima del D-Day. Nel corso della guerra furono operativi ben 10 Colossus Mark II, ed alla fine del conflitto circa 63 milioni di caratteri facenti parte dei messaggi dell’alto comando tedesco furono decriptati dal lavoro di 550 persone a Bletchley Park

I Colossus erano macchina che ancora si programmavano con rotori, switch e cavi. Continuarono la loro attività fino al 1960 quando furono smantellati e bruciati tutti i documenti tecnici e gli schemi. La loro esistenza rimase segrete ancora ben oltre gli anni ’70.

Adesso National Museum of Computing vuole farli rivivere. Chi volesse fare una donazione acquisti tutti i pixel che vuole a questo indirizzo: http://www.colossusonline.org/index.php

Qui sotto ho evidenziato i miei 100 pixel

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commenti
  1. […] Termin… su ComputAttore: Wargamesun genio perso tropp… su Pixel per Colossusun genio perso tropp… su La vita di Alan Turing: buona… Sostieni ON THE […]

  2. […] Ho già parlato del suo contributo alla sconfitta della codificatrice nazista Enigma; delle sue “bombe” primo vagito di calcolatore elettrico, e del suo lavoro a Bletchley Park (leggi qui e poi qui e qui) […]

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