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Più si va avanti nel tempo più i computer diventano piccoli

E’ una legge; ma se la dimensione dei calcolatori diminuisce andando verso il futuro, allora deve crescere andando verso il passato. Quindi:

Più si va indietro nel tempo più i computer sono grandi

Questo pone un’ipotesi: che le grandi (alcune) costruzioni megalitiche siano in realtà resti di antichi calcolatori. Dolmen, Colonne, Piramidi, Menhir, Ziqqurat, Cromlech,  le grandi costruzioni sparse per il mondo lasciate lì dalle antiche civiltà forse non sono altro (!) che pietre da calcolo, antichi strumenti per la misurazione del tempo, orologi astronomici.

A Stonehenge come tutti sanno si trova il cromlech più famoso al mondo.

Un complesso di menhir, dolmen, e buche disposte in cerchi concentrici a formare un sistema di calcolo astronomico, un calendario degli eventi legati al Sole e alla Luna.

A Giza le famose grandi Piramidi di Khufu (Cheope), Khafra (Chefren) e Menkaura (Micerino) sono allineate rispettivamente aAl Nitak (Zeta Orionis), Al Nilam (Epsilon Orionis)  e Mintaka (Delta Orionis), le  tre stelle che compongono la cintura di Orione.

Qualcuno ipotizza anche che quell’intera area dell’Egitto,  con le atre piramidi meno note, non sia altro che una enorme mappa astronomica in cui in Nilo stesso sia la rappresentazione della Via Lattea.

Una sorta di ArcheoGoogle Map dove le Piramidi fungono da tag, da indicatori sulla mappa; ma non solo

La Grande Piramide di Khufu (Cheope) potrebbe essere essa stessa un computer astronomico del tecnopassato.

Infatti, nella Camera del Re e nella Camera della Regina, esistono dei condotti ritenuti di areazione che in realtà sarebbero anch’essi puntati in maniera intelligente verso lo spazio. Non (o non solo) canali per l’aria, ma una specie di telescopi puntati nel cielo a traguardare il passaggio di particolari stelle, come Sirio.

Un Computer da 7 milioni di tonnellate.

Poi c’è chi come  Zecharia Sitchin ritiene che queste piramidi siano dei radiofari, ossia dei trasmettitori di segnali come quelli utilizzati per la navigazione aerea (già). Per me va bene comunque: dovrei solo cambiare la categoria da archeo-cpu ad archeo-net 🙂

Questi Computer di Pietra, come i nostri laptop (ok ho esagerato)  sono sparsi qua e là per il pianeta; dalle Piramidi a gradoni di  Teotihuacan (scenario molto simile a Giza,) al grande henge di Avebury  o ai tumuli-osservatori di  Newgrange. Sempre ritroviamo la dicotomia Stelle-Dei oppure Tombe-Calendari. Chi ritiene che siano semplicemente tumuli che invece calendari astronomici.

Non posso naturalmente dimenticare la archeo-silicon-valley Maya di  Chichén Itzá, dove risiedono la più famosa piramide a gradoni di El Castillo , orientata in modo da proiettare ombre a forma di serpente durante gli equinozi, e l’osservatorio astronomico El Caracol anch’esso non casualmente orientato e sede di osservazioni effettuate con vasi d’acqua in cui si rifletteva la mappa del cielo (già perché nonostante la cupola, il telescopio sarà inventato da Galileo sono seicento anni dopo).


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commenti
  1. Marzia ha detto:

    W-O-W

  2. […] un quadrante finemente tracciato con scienza e sapienza. Il Jantar Mantar quindi fa parte dei vari Computer di Pietra sparsi nel […]

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